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A cura della Dott.ssa Lucilla Ricottini

Chi non ha preso l’antibiotico, almeno una volta nella vita?   Magari per un’otite, per una tonsillite con placche, oppure per una brutta bronchite che rischiava di “scendere ai polmoni” (tecnicamente: una broncopolmonite).

Alcuni di noi hanno ancora il ricordo dell’iniezione, in effetti un po’ dolorosa, o del sapore sgradevole dello sciroppo; per altri l’antibiotico è stato invece una grossa pasticca difficile da ingoiare. Sono molte le infezioni che possono beneficiare di una terapia antibiotica ed alcune di queste sono anche gravi, come ad esempio la meningite o l’ancor più temibile sepsi.

Allora meno male che esistono gli antibiotici, da oltre 70 anni nostri preziosi alleati nella lotta contro i batteri! Sembra però che negli ultimi tempi quest’alleanza sia diventata più incerta: non sempre funziona come dovrebbe, a volte i batteri non vengono sconfitti dalla terapia antimicrobica e riprendono l’assalto al nostro organismo con rinnovato vigore. Anche un’infezione considerata banale può diventare pericolosa.

La ridotta efficacia degli antibiotici costituisce oggi un grande problema e viene chiamata “antibiotico-resistenza”, ad indicare che i batteri diventano meno sensibili ai trattamenti e resistono, non muoiono, lasciando interamente al nostro sistema immunitario il compito di combattere l’aggressore.

Il problema è mondiale e si stima che nel 2050 la resistenza agli antimicrobici sarà la prima causa di morte con 10 milioni di decessi ogni anno; per questo motivo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dedicato di recente un’intera settimana alla promozione dell’uso responsabile e corretto degli antibiotici.

Quali sono i messaggi chiave della campagna informativa? Il primo e anche il più importante è che l’antibiotico funziona contro i batteri, ma non contro i virus. Per cui: attenti alla causa, potremmo assumere un farmaco inutile e quello che è inutile diventa dannoso. E’ importante sapere che, soprattutto nei bambini, la maggior parte delle infezioni sono di origine virale e che spesso i sintomi della malattia non aiutano a riconoscere l’agente infettivo.

Pertanto non è dalla tosse o dalla febbre che possiamo distinguere i virus dai batteri. Possono invece aiutarci gli esami del sangue, l’esame delle urine o delle feci e, per le infezioni della gola, anche il tampone faringeo. Se non è possibile effettuare i controlli di laboratorio, meglio attendere due o tre giorni prima di somministrare l’antibiotico e, comunque, consultare un medico.

Secondo messaggio della campagna d’informazione, anch’esso molto importante: quando si inizia una terapia antibiotica è necessario seguirla per un numero minimo di giorni. Il dosaggio del farmaco deve essere pieno, calcolato non solo in base all’età ma anche in base al peso del malato.

Accade purtroppo frequentemente che la terapia venga sospesa alla scomparsa della febbre, oppure che vengano ridotte arbitrariamente le dosi per paura che possano affaticare il fegato o provocare allergie: questi comportamenti creano un danno, perché in questo caso l’antibiotico riesce a sopprimere solo i batteri più deboli e quelli che sopravvivono si riproducono, più forti e resistenti, e saranno più difficili da sconfiggere.

Cosa si può fare, allora, per combattere l’antibiotico-resistenza oltre a fare un uso corretto del farmaco?

Si può fare molto nel prevenire le malattie infettive, già seguendo delle semplici norme d’igiene: lavarsi le mani, soprattutto al rientro a casa e prima di manipolare alimenti; evitare l’uso promiscuo di spazzolini da denti, bicchieri e stoviglie, federe dei cuscini e, nel caso dei bambini, anche dei bavaglini; ventilare gli ambienti per favorire il ricambio d’aria; lavare periodicamente i giocattoli dei bambini.

Inoltre si può fare ancora di più: la fitoterapia ci insegna come prevenire le malattie infettive e trattarle, nelle forme più lievi, con le piante medicinali e i loro estratti. Tra le piante più utilizzate ricordiamo l’Echinacea, l’Andrografis, l’Astragalo, l’Eleuterococco, l’Uncaria, la Junglans regia ed anche la Curcuma longa.

Queste piante contengono principi attivi che funzionano da antiossidanti, potenziando l’azione difensiva di tutte le cellule dell’organismo, e inoltre attivano i natural killer e i linfociti T contribuendo ad aumentare la produzione degli anticorpi. Beneficio importante per il sistema immunitario proviene anche da una buona alimentazione, che fornisce nutrienti ed anche oligoelementi preziosi, quali lo zinco e il rame; ma laddove la dieta si dimostra insufficiente, come nel caso di quei bambini che rifiutano ostinatamente alcuni cibi o piuttosto nel caso di una persona affetta da allergia alimentare con malassorbimento, ecco che la nutraceutica arriva in aiuto.

Fondamentali la vitamina D, potente regolatore dell’immunità naturale, e la vitamina C ad effetto antiossidante; non possono mancare i probiotici che modulano la risposta immunitaria e infiammatoria interagendo principalmente con le cellule della mucosa intestinale e con i follicoli linfoidi (placche di Peyer).

Gli effetti dei probiotici sembrano influenzare anche il sistema immunitario in senso sistemico. I Lactobacilli, soprattutto, stimolano le cellule dell’immunità a produrre Interferon Gamma, una molecola – chiamata citochina- che promuove l’azione antivirale dei linfociti e abbassa la risposta allergica.

Inoltre alcuni Lactobacilli hanno dimostrato di avere un effetto positivo sulla secrezione intestinale di IgA, anticorpi localizzati specialmente a livello delle mucose, migliorando quindi la resistenza dell’organismo alle infezioni.

La risposta immunitaria viene potenziata sia nella prima fase difensiva, quella aspecifica che combatte gli agenti infettivi impedendo il loro ingresso all’interno del corpo, che nella seconda fase dell’immunità acquisita, dove il microorganismo viene identificato e attaccato con anticorpi specifici.

Migliori saranno le nostre difese, minore sarà la necessità di ricorrere all’antibiotico. Questo è veramente un grande contributo, offerto dalla fitoterapia e dalla nutraceutica nel contrastare l’antibiotico-resistenza.